venerdì 9 ottobre 2015

IL GOVERNO IN TIVÙ MI HA INSULTATO (di Piero Nicola)

Un venerato personaggio del mondo dello spettacolo ha dato dello "scemo" (e non una volta soltanto) ai  fumatori, categoria alla quale io appartengo, quantunque con un certo grano salis. Le campagne propagandistiche del regime democratico ormai non guardano per il sottile, anzi si permettono la maleducazione, che deve confarsi alle loro... origini. Infatti, il suddetto personaggio (attore comico o semicomico, pedissequo o calcolatore almeno nell'accettare la parte), in una scenetta intesa alla salvaguardia della salute pubblica insolentisce i fumatori e, se non bastasse, li accomuna agli insensati motociclisti che non mettono il casco, rendendosi passibili di ammenda.
  Le iniziative antifumo sarebbero lodevoli, se stessero nei limiti della decenza. Invece si esorbita per fini probabilmente ignobili. Sui pacchetti dei generi di monopolio sono impresse scritte terroristiche del tutto false, indimostrabili, come "IL FUMO UCCIDE". Alla stessa stregua, sulle confezioni di tutti gli alimenti che generano nell'organismo notevoli dosi di colesterolo cattivo, dovrebbe campeggiare l'avvertenza della loro estrema pericolosità, e che pertanto uccidono. A proposito di iperboli paradossali e da quattro soldi, perché non avvertire i cittadini che la vita uccide? Infatti nessuno ne esce vivo. S'intende che altra cosa è il cattolico memento mori.
  Che cosa ne sa il potere, il quale costringe i fabbricanti di sigarette e di sigari a mettere in guardia i compratori sul grave aumento del rischio di cecità, di impotenza sessuale, di infarto, di ictus e di altre disgrazie, cui essi vanno incontro, che cosa ne sa, osservo, del consumo effettuato dai singoli? Ci si contraddice presumendo che gli uomini democratici, elettori adulti e responsabili,  non sappiano contenersi e resistere alla debolezza; non si vuole distinguere tra loro i continenti dagl'intemperanti.
  E da quale pulpito viene la predica, dal momento che lo stesso governo lucra sullo smercio dei tabacchi? Possiamo verificare una volta di più l'avvilimento della logica, la potenza delle persuasioni inoculate nella mente pubblica e la sua provocata passività, a dispetto della libertà, della ragione e della giustizia.
  Il consorzio civile ha ammesso nel contesto delle libere opinioni, delle proposte legislative accettabili, quella di liberalizzare le droghe leggere, in cui sono ovviamente incluse, e al primo posto, gli spinelli di hashish. Ed è notevole il fatto che la statale pubblicità contraria all'uso delle droghe sia molto meno attiva e virulenta di quella contro il fumo. Sicché i sospetti intorno a questo stato di cose appaiono affatto giustificati. Del resto, come mai la lotta contro il criminale commercio degli stupefacenti, che investe tutta la popolazione, non ha avuto esito positivo, dopo che il fenomeno è pesante, in Italia, da cinquantacinque anni a questa parte? Se ce ne fosse la volontà, la forza dello stato potrebbe ridurre al lumicino lo spaccio (come ogni altra organizzata attività criminosa), perché l'appetenza di droga non è inevitabile, non proviene da un impulso naturale, sia pure disordinato, come può essere l'impulso sessuale dei maschi, da rimediarsi con la prostituzione tollerata, che pure dovrebbe essere regolamentata.
  Anche l'abuso di alcol non è combattuto fattivamente, salvo qualche sporadica deplorazione delle ubriacature dei giovanissimi e un divieto di vendita ai minorenni, fatto poco rispettare e poco efficace.
  Su parecchie violazioni corruttrici e anche delittuose, su quasi tutti i vizi (onanistici, omosessuali, della pornografia, del libertinaggio, dell'indulgenza vile e immorale) si è prodotto il ribaltamento del sentimento della massa: dal rifiuto iniziale e tradizionale si è passati al consenso, in nome, via via, della tolleranza, della libera opinione, della pseudoscienza, dei diritti umani (aberranti), così che si giunge a ritenere legittimo il matrimonio e la famiglia composta da due individui dello stesso sesso o del terzo e del quarto sesso. Come mai il metodo psicologico redatto da Joseph Overston (spostare per gradi le convinzioni del popolo, mediante i media, fino a che siano invertite) non è stato adottato riguardo al vizio del fumo? Ovviamente il termine vizio è stato abolito, anche quello del gioco (divenuto ludopatia o caduta quasi accidentale nella dipendenza patologica), però il succo è questo: il fumatore è "scemo" e colpevole più di prima, più che mai.
  Sicché gatta ci cova. In un mondo con ogni evidenza determinato da persuasori onnipotenti, niente è lasciato al caso circa i giudizi, resi stereotipati. Il baccano preoccupato, indignato e spregiativo sul consumo di tabacco, cui fa eco una scienza servile e conformista, è fumo gettato negli occhi deve nascondere seri danni recati alla salute anzitutto morale.
  Si è invogliati a rivolgere un occhio benevolo al moralismo retorico degli autoritarismi che non misero in crisi l'osservanza religiosa e la fede (come oggi avviene, complice il clero usurpatore), né sovvertirono i concetti di onestà e di buon costume.


Piero Nicola

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